mercoledì

Il gelato lo “famo strano”



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Secondo una ricerca di mercato Eurisko, i gusti preferiti dagli italiani sono piuttosto classici: dal cioccolato, che conserva il primo posto, alla nocciola, al limone e alla fragola. A seguire, la crema, la stracciatella e il pistacchio. Le varianti più osé soddisfano in ogni caso il comune senso di buon gusto.

Ma se ci allontaniamo dall'italico territorio ci rendiamo conto di quanto possano essere stravaganti gli apprezzamenti della gente. In Giappone, per esempio, adorano i gelati alle verdure e in particolare quello al gusto di patata dolce; c'è ne è anche uno alla... lingua di mucca. In una cittadina nipponica, addirittura usano il nero di seppia per insaporire una versione salata del gelato. In America è rinomato e molto richiesto il gelato al sapore di bacon (e io che pensavo che solo Homer Simpson potesse mangiare una cosa del genere), d'altra parte negli Stati Uniti la “pancetta” pare essere uno dei cibi più amati. A Monaco di Baviera, durante l'October Fest, si può gustare una variante alla birra e si può scegliere persino l'etichetta preferita, ma quella più gettonata è la Guiness, che sembra accostarsi molto bene al cioccolato.
C'è da dire che, alle stranezze, ha contribuito anche l'Italia, sebbene non l'abbia fatto nel suolo natale ma in Inghilterra: una famosa gelateria italiana a Londra, Morelli's, ha prodotto un gelato al gusto di interiora di agnello insaccate, ispirato a un piatto tradizionale scozzese. E poi che dire dei gusti lavanda, caviale e fois-gras dei francesi?
Ciliegina sulla torta, da segnalare il gelato alla cannabis, tutto italiano, prodotto in Liguria. A idearlo, l'associazione Canapa Ligure, che promuove i benefici della canapa privati dell'effetto stupefacente. Il particolare sapore è ottenuto infatti dai semi decorticati della pianta, quindi è praticamente assente il principio attivo.

Cosa cerca di dirti il tuo gatto?


 
pixabay
Chi convive con un gatto impara col tempo a comprenderne il modo di comunicare, associando ai suoni emessi o ai movimenti del corpo un significato preciso. Ma siamo davvero sicuri di interpretare correttamente il loro “linguaggio”? 

Un’equipe di linguisti e zoologi della Lund University, in Svezia, ha voluto approfondire l’argomento dando vita a Meowsic, dalla congiunzione delle parole “meow” e “music”, un pionieristico progetto di fonetica che mira a comprendere come i gatti e i loro padroni utilizzino la melodia e le altre caratteristiche prosodiche (la prosodia è la parte della linguistica che studia l’intonazione, il ritmo, la durata e l’accento del linguaggio parlato) quando comunicano tra di loro.
Nella prima fase del progetto verrà analizzata la variazione di intonazione nelle vocalizzazioni del gatto, a seconda se queste siano dirette a un loro simile o a un essere umano. La seconda fase dello studio si concentrerà su come questi felini percepiscano le diverse modulazioni della voce umana, se riescano a distinguere, ad esempio, tra quella di un bambino e quella di un adulto e se abbiano preferenze di intonazione.
All’interno di un sotto-progetto, regolarmente aggiornato, saranno categorizzati i diversi tipi di suoni emessi dai gatti. Tra le prime vocalizzazioni registrate sono state individuate le fusa (suono di bassa tonalità prodotto a bossa chiusa, espresso dal gatto quando è contento o ha fame, ma anche nel dolore, durante il parto o quando sta morendo); grugnito/trillo (miagolio breve e morbido, arrotolato sulla lingua, usato per esprimere un saluto o approccio amichevole, o durante il gioco); miagolio acuto (il gatto è triste, in difficoltà o segnala sottomissione); mormorio/miagolio acuto/ringhio (combinazione di suoni che avviene alternando l’apertura della bocca, è segnale di allarme); ringhio (suono gutturale, aspro, regolare e rapido, situazione di pericolo, mette in guardia l'avversario); sibilo/sputi (reazione involontaria che il gatto ha quando è sorpreso da un potenziale nemico). 
Il miagolio in generale può essere assertivo, lamentoso, accogliente, amichevole, triste. Meowsic è un progetto work in progress che terminerà nel 2021 e che potrà essere seguito nel suo sviluppo attraverso il portale web omonimo. Oltre ai risultati della ricerca potranno essere ascoltati i miagolii del gatto, con le diverse intonazioni, registrate durante gli studi pilota.
Comprendere le strategie vocali utilizzate nella comunicazione tra gatti e esseri umani può portare a un miglioramento della qualità di vita degli animali domestici in generale, con implicazioni ancora più importanti nella terapia animale, la medicina veterinaria e la protezione animale.

C.Orecchini



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