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domenica

Roma, luoghi magici da visitare



Porta magica, dettaglio (wikipedia)
Nella Città Eterna sono molti i luoghi particolari che destano curiosità e richiamano turisti da ogni dove. Stranamente siamo proprio noi romani a non conoscere a fondo la nostra bellissima Capitale. Durante i numerosi giorni di vacanza che ci regala agosto, approfittiamo per stilare una piccola ma interessante selezione di questi luoghi unici, che potrà essere uno spunto per dedicare qualche momento di relax alla scoperta di Roma:
Di seguito, alcuni interessanti suggerimenti:

- La Porta Alchemica di Villa Palombara all'Esquilino porterebbe incisa la formula per trasformare il metallo in oro;
- Il Roseto Comunale dell'Aventino ospita 1100 specie di rose da tutto il mondo ed è uno dei giardini più belli di Roma; 
- La Casa dei Mostri è un palazzo che si trova tra via Sistina e via Gregoriana: il portone è incorniciato da una gigantesca faccia con la bocca spalancata fatta costruire da Francesco Zuccari nel 1592; 
- La Porta Magica nei giardini di piazza Vittorio è l'unica superstite delle cinque porte di Villa Palombara, è definita così perchè pare che il marchese di Palombara, appassionato alchimista, praticasse i suoi esperimenti nel giardino della villa; 
- Tra i tanti obelischi egizi, pochi sono a conoscenza del recente obelisco “Novecento”, posizionato nei pressi del Palazzo dello Sport in via Cristoforo Colombo. La scultura, di Arnaldo Pomodoro, è in bronzo, alta 21 metri, a forma di spirale, e rappresenta la storia del XX° secolo; 
- Sul lato destro esterno della Fontana di Trevi si trova una piccola vasca rettangolare, la Fontana degli Innamorati: secondo la leggenda, le coppie che vi bevono saranno per sempre innamorate e fedeli;
- L'imponente Fontana delle Rane, al quartiere Coppedè, oltre alla particolarità delle dodici rane che campeggiano sul bordo della conca superiore, è famosa per il bagno che i Beatles vi fecero dopo un concerto al Piper; 
- Partendo da Villa Pamphili e passando per via Piccolomini, uno strano scherzo ottico dà l'illusione che la cupola di San Pietro si allontani al nostro avvicinarci.

(Tutti i diritti riservati ©)


mercoledì

I misteri della Basilica sotterranea di Porta Maggiore





Dopo i decenni trascorsi per gli ingenti restauri (consolidamento, ricostruzioni e bonifiche), la Basilica sotterranea di Porta Maggiore nel 2015 ha aperto le porte al pubblico. Dal lontano 1917, anno in cui fu rinvenuta a circa nove metri di profondità rispetto all’attuale Via Prenestina, la Basilica non è stata mai accessibile a causa delle tante problematiche rinvenute e delle difficoltà nel reperimento dei fondi necessari. La lunga attesa ha alimentato maggiormente il mistero che da sempre aleggia attorno a questo monumento considerato unico nel mondo occidentale romano per la struttura a tre navate, precorritrice di un’architettura che caratterizzerà le chiese cristiane successive. 

Quale era la destinazione del singolare edificio risalente al I secolo d.C.? 
Le ipotesi avanzate da illustri storici e archeologi si dividono tra “luogo di culto” e “costruzione funeraria”. L’interpretazione più affascinante è quella dello storico francese Jerome Carcopino che ne attribuirebbe la proprietà a Tito Statilio Tauro, il console romano accusato di magia dalla madre di Nerone e costretto a suicidarsi per non subire l’onta del processo. Costui avrebbe fatto parte di una setta neo-pitagorica che svolgeva i suoi riti in questo edificio segreto. Secondo gli autori antichi la proprietà dell’area, conosciuta in epoca romana come “ad Spem Veterem”, è attribuibile alla “Gens Statilia”, una famiglia di nobili possidenti alla quale apparteneva anche il colombario ritrovato sempre in quei luoghi. 

Il complesso monumentale è articolato in tre ambienti diversi: il Dromos, un lungo corridoio che dalla superficie porta fino ai luoghi sotterranei; il Vestibolo, un ingresso quadrato di circa 12 mq (dal quale si accede alla sala principale) caratterizzato da una volta con al centro un particolare lucernario; la Sala Basilicale, 100 mq circa, suddivisa in tre navate. Sul fondo di quella centrale, più ampia, è presente un grande abside semicircolare. Tutta la pavimentazione è impreziosita da una delicata decorazione a mosaico. Sulle pareti e sulle volte si possono ammirare diversi affreschi (soprattutto nel Vestibolo) e stucchi che rappresentano scene mitologiche classiche (Sala Basilicale). Le decorazioni risalgono a due epoche diverse, una augustea e l’altra neroniana. Il prevalere di soggetti femminili hanno fatto avanzare anche l’ipotesi di una costruzione dedicata ad una donna appartenente alla stessa famiglia possidente. Tra questi spicca “Il suicidio di Saffo”, metafora tutt’altro che drammatica in considerazione di quella filosofia neo-pitagorica che vedeva la morte come sereno passaggio ad un’altra vita. 

La splendida Basilica, la cui entrata si trova in Piazzale Labicano ai piedi del muraglione sormontato dalla ferrovia, è accessibile previa prenotazione al numero 0639967700. Le visite guidate si effettuano la seconda e la quarta domenica di ogni mese, individualmente o in piccoli gruppi per non sovraccaricare il delicato equilibrio del luogo ma anche per permettere il completamento dei lavori, curati dalla Soprintendenza Archeologica di Roma. 

(C.Orecchini)

sabato

Roma sparita, la chiesa di San Giacomo a Scossacavalli



 
Era una chiesa di Roma, nel rione Borgo, nella piazza omonima. Chiesa e piazza furono distrutte nel 1937 per la costruzione di via della Conciliazione.

Il santuario si trovava a Roma, nel rione Borgo, lungo il lato est di piazza Scossacavalli. Mentre la facciata guardava verso ovest, e aveva di fronte il Palazzo dei Convertendi e la fontana del Maderno, il lato meridionale si affacciava sulla strada di Borgo Vecchio.
Il nome della chiesa ispirò una pia leggenda. Quando Elena, madre di Costantino il Grande, tornò a Roma dal suo viaggio in Terra Santa, portò, tra le altre reliquie, due pietre: quella sulla quale Gesù venne presentato al tempio di Salomone, e quella del sacrificio di Isacco. L'imperatrice era intenzionata a donare entrambe le pietre alla Basilica di San Pietro, ma quando il convoglio arrivò nel luogo in cui la futura chiesa sarebbe sorta, i cavalli rifiutarono di proseguire oltre, nonostante venissero scossi più volte.Vista l'impossibilità di proseguire, in quel luogo fu costruita una cappella per ospitare le due pietre, e questa dette origine alla chiesa.

Nel 1520 la cura della chiesa venne affidata alla confraternita del Santissimo Sacramento. Questa associazione nacque in Borgo nel 1509. I confratelli indossavano un sacco tessuto con stoffa bianca. Questa veste aveva una piccola figura ricamata sulla spalla sinistra, rappresentante un calice vermiglio dal quale sorgeva un'immagine di Cristo a braccia aperte. La confraternita si impegnava a fornire un medico e un barbiere ai poveri della parrocchia.
San Giacomo venne sottoposta a restauri importanti nella prima metà del 17° secolo e nella seconda metà del 18° secolo. La chiesa fu danneggiata durante l'occupazione francese di Roma sotto Napoleone, e restaurata di nuovo nel 1810 e il 1880, quando tutti i basamenti in pietra furono rimossi. Nel 1825 San Giacomo perse il suo stato di parrocchia. Nel 1927 il santuario venne colpito da un incendio che danneggiò diverse opere d'arte, e nel 1929 venne assegnato al l'istituto religioso dei Figli della Divina Provvidenza. 

Nel 1937 l'edificio venne demolito (il termine ante quem per la fine dei lavori è il 30 settembre 1937), nel contesto dei lavori per la costruzione di via della Conciliazione. Mentre tutte le opere d'arte vennero date in custodia prima al Capitolo di San Pietro, poi al Museo Petriano (poi demolito per la costruzione della Sala Nervi), alcuni affreschi che decoravano la cappella furono staccati e sono ora esposti al Museo di Roma. Alcuni elementi della facciata, incluso il portale di travertino del 17° secolo decorato da teste di cherubini, sono conservati nel magazzino comunale presso il Bastione Ardeatino. Le due presunte pietre del sacrificio di Isacco e della presentazione di Gesù al Tempio di Salomone vennero rimosse, e all'inizio degli anni novanta del novecento furono collocate nella chiesa dei Santi Michele e Magno in Borgo (la chiesa nazionale degli olandesi a Roma): la pietra della presentazione è ora utilizzata come altare maggiore della chiesa.

(tratto da Wikipedia)

mercoledì

La maestosità di Roma, in 3D su Google Earth


Roma in 3D comodamente a casa vostra. Oggi è possibile con Google Earth. Il servizio permette di sorvolare una Roma ricostruita nei minimi dettagli e le immagini regalano la maestosità dei monumenti, delle chiese, delle bellissime piazze romane e degli innumerovoli edifici.

E' sufficiente scaricare il software e digitare il nome della città che interessa, selezionando "edifici 3d". Moltissime le altre città visitabili virtualmente, tra le quali New York, Parigi, Dublino, Praga, Atene, Madrid. Questo video vi da un assaggio della Roma antica, ricostruita su Google Earth.


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