giovedì

Numeri doppi, messaggi angelici e… La “relatività" di Einstein



Vi capita mai di vedere piuttosto spesso dei numeri doppi o tripli? 
Intendo abbastanza spesso da indurvi a notarlo. Guardate l’orologio più volte al giorno e quasi sempre sono le “15:15” oppure le 21:21 o le 4:44 e così via; siete alla guida della vostra auto e l’attenzione vi cade su delle targhe che terminano frequentemente con gli stessi numeri, o il tale cartellone pubblicitario evidenzia un numero che corrisponde esattamente all’ora segnata sul display del vostro smartphone. Strane situazioni in cui ci si sente quasi sincronizzati con qualcosa che non sappiamo identificare ma che inizia ad essere tanto frequente da farci pensare non sia casuale. 

Mi sta capitando da diversi mesi con una cadenza ormai quotidiana e se all’inizio mi pareva una coincidenza su cui sorvolare distrattamente, dopo l’ennesima giornata scandita da numeri doppi e tripli ovunque (soprattutto nel guardare l’ora), ho deciso di fare una piccola ricerca su internet. 
E così ho scoperto che la cosa troverebbe spiegazione nella numerologia, antica scienza sacra arrivata intatta fino ai giorni nostri e avvalorata da grandi maestri come Platone e Pitagora. Pitagora in particolare sosteneva che l’Universo si regge su basi matematiche precise e che ogni numero ha un suo significato e una sua particolare vibrazione energetica. In questa ottica i numeri doppi e tripli sarebbero attribuibili a dei messaggi divini in codice, trasmessi dai nostri “Angeli” (o Maestri ascesi). Esistono persino diversi testi dove sono racchiuse le interpretazioni di queste sequenze numeriche. Detto così sembra riduttivo e anche incomprensibile ai piú. 

Varchiamo la soglia delle certezze fisiche e tangibili per entrare in un territorio che divide gli esseri umani in tre categorie: quella degli scettici a prescindere, quella dei “Non ci credo ma potrebbe essere” e quella di chi é in grado di comprendere che probabilmente non esiste un modo univoco per spiegare gli eventi. Siamo abituati a vedere la realtà in maniera Newtoniana, dove l’esperienza deve essere un fatto tangibile e meccanico per ottenere convalidazione. Quando si fa riferimento ad entità spirituali, agli Angeli, alla vita oltre la materia, lo scetticismo umano tende a risolvere tutto con il folle blaterare di creduloni visionari. Ma vi lascio con una considerazione e un nome su tutti: Albert Einstein. Avete presente il genio matematico, eccetera, eccetera. Chi non lo conosce? 
Il nome “Einstein” é sinonimo di intelligenza fuori dal comune, materia grigia traboccante. 
Ebbene, Einstein nel 1905 pubblicó la sua teoria della relatività, una bomba lanciata contro la concezione assoluta dello Spazio e del Tempo, sostenuta dal collega Isaac Newton. 
Quello Spazio ed quel Tempo che, con la teoria di Einstein, diventano percezioni relative. Senza dilungarmi oltre nella spiegazione di un complesso (e affascinante) pensiero con tanto di formula matematica annessa, vi dirò soltanto che da questa formulazione deriva che, in prossimità della velocità della luce, la massa di un corpo in movimento diventa energia. 
Ne consegue che la materia non sarebbe altro che energia “rallentata” e quindi “appesantita”, “ammassata”. Quindi, il nostro corpo é energia. Lo dice Albert Einstein, non io o il santone di turno. La vita oltre la materia, gli esseri spirituali, con questo concetto diventano una “realtà” possibile. Meditate gente, meditate.

C. Orecchini©
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